200 milioni di euro per favorire la riconversione industriale tramite la ricerca e lo sviluppo nell’ambito dell’economia circolare

Oltre 200 milioni di euro per favorire la riconversione industriale tramite la ricerca e lo sviluppo nell’ambito dell’economia circolare.

Il decreto del Mise dello scorso 5 agosto (Progetti di R&S economia circolare) ha stabilito i termini per l’attuazione della misura del Decreto Crescita volta a finanziare ricerche e sperimentazioni che traducano i principi della circolarità produttiva in occasioni di rilancio.

Le richieste di agevolazioni potranno essere presentate dal 5 novembre 2020.

Mantenere in uso le risorse il più a lungo possibile, progettare un prodotto perché abbia più cicli di vita, è un sistema virtuoso con benefici effetti sull’ambiente, importanti risparmi per le aziende e la creazione di nuovi posti di lavoro.

“In Vertus – racconta Maria Elena Brockhaus – basandoci anche sull’esperienza di advisory nei percorsi di reindustrializzazione, siamo convinti che l’economia circolare sia la corretta chiave di lettura per molti degli sviluppi futuri.

L’auspicio è che anche l’utilizzo in Italia delle risorse del Recovery Fund punti ad incrementare e diffondere questo modo di concepire lavoro e produzione nel segno della sostenibilità”.

Riprogettare i propri business con il cambiamento, l‘efficienza e la sostenibilità

Le nuove tecnologie e i modelli di occupazione in evoluzione hanno stravolto il lavoro come lo conoscevamo.

In piena quarta rivoluzione industriale, le ricadute che le nuove tecnologie avranno sull’industria possono rappresentare interessanti opportunità per il futuro, sia per i singoli lavoratori che per i manager di ogni comparto industriale. Le nuove possibilità date dall’automazione dei processi e dall’interconnessione fra industrie diverse stanno richiamando l’attenzione degli executives delle aziende, sempre più impegnati nell’adeguare le governance alle tante opportunità di sviluppo derivanti dall’Industria 4.0.

Velocità, cambiamento, efficienza e sostenibilità: key concepts nel turnaround aziendale

Velocità, cambiamento, efficienza e sostenibilità sono i concetti chiave su cui imprenditori e manager dovranno concentrarsi nel ripensare la propria azienda, anche in fase di turnaround aziendale. Chi saprà anticipare i tempi, con scelte strategiche basate sull’introduzione di nuove tecnologie e lavorando sulla formazione per il reskilling del personale, potrà godere di grandi opportunità di crescita in un contesto economico in rapida evoluzione come quello attuale. Per svilupparsi, molte aziende saranno chiamate a riprogettare il loro business, orientandosi ad una logica di cambiamento sostenibile che passa dai seguenti step:

  • Definire una road map della trasformazione;
  • Analizzare i business più disruptive, destinati a definire le nuove modalità in cui l’azienda dovrà competere;
  • Passare al vaglio le necessarie infrastrutture di supporto;
  • Verificare la fattibilità dei nuovi business rispetto alle architetture esistenti;
  • Parametrare i criteri di sicurezza adeguandoli alla tipologia di sviluppo per garantire la massima qualità alla continuità del business.

La tecnologia ha trasformato le professioni e le trasformerà sempre di più. Grandi realtà hanno insegnato alle aziende che digitalizzazione e creatività consentono di immettere sul mercato nuovi servizi ad alto tasso di sviluppo. L’automazione e l’intelligenza artificiale dovrebbero avvantaggiare le aziende, i loro clienti e la loro forza lavoro. Non servono, però, soltanto delle idee vincenti di business ma anche delle infrastrutture capaci di supportare l’offerta. Si tratta di una sfida in cui la scelta delle nuove tecnologie, valutando il rapporto tra costi e benefici in termini di innovazione, diventa così un elemento strategico nello sviluppo industriale.

Quando l’azienda non è più in grado di competere e decide in tempo utile di abbandonare il campo, per salvaguardare l’occupazione e la vita degli stabilimenti, diventa necessario ripensare i business ed i processi industriali, elaborandone di nuovi e più efficaci, attraverso un piano di reindustrializzazione.