Riconoscere il valore dell’outplacement

Quella relativa alla chiusura di uno stabilimento produttivo è una fase psicologicamente critica. In particolare, si tratta di un momento difficile tanto per gli individui e le famiglie coinvolte, quanto per l’azienda chiamata a ridimensionarsi. Un momento caratterizzato da grandi cambiamenti e da un forte stress emotivo per tutte le parti coinvolte.

In queste circostanze, con la prospettiva di ricollocazione professionale dei lavoratori, nasce l’esigenza di tracciare un percorso di supporto che permetta di affrontare gli interventi di outplacement e di reindustrializzazione con maggiore ottimismoLa formazione e il re-skilling delle persone, allora, svolgeranno un ruolo di non trascurabile importanza, potendo incidere sul buon esito della ricollocazione professionale, sia all’indirizzo dello stabilimento stesso (con la reindustrializzazione) sia all’esterno (con l’outplacement).

Per gestire al meglio il cambiamento in ambito industriale, la strada da percorrere passa dalla ri-qualificazione del lavoratore: una strada che in alcuni casi può risultare tortuosa, ma che si rivela essere la più intelligente e proficua per rendere positivo l’impatto che segue alla chiusura di uno stabilimento o l’esternalizzazione e trasformazione di un processo industriale.

In un percorso delicato come quello dell’outplacement, caratterizzato da decisioni complesse che hanno un forte impatto sulla vita delle persone e sugli equilibri sociali, deve necessariamente emergere la capacità di ascolto di chi si occuperà di supportare i lavoratori nella fase di ricollocamento, restituendo loro l’ottimismo. Ascoltare personalità e professionalità diversissime tra loro può essere difficile, richiede attenzione ai dettagli e capacità di leggere oltre le parole. Per questo l’arte dell’ascolto è un elemento chiave di tutto il processo di ricollocazione, anche ai fini della reindustrializzazione, che trova nel coaching uno degli elementi peculiari.

Stimolare l’empowerment individuale (vale a dire la capacità di migliorare se stessi tramite l’apprendimento), è fondamentale in questo contesto così delicato: il controllo dell’emotività non è da tutti, ma saper instillare fiducia durante una fase di profondo cambiamento è la chiave per risolvere le tensioni e produrre nuove professionalità.

Ecco perché poter affrontare l’outplacement con ottimismo, generando quindi una buona possibilità di riuscita dell’operazione, richiede un approccio mentale che punti alla crescita dell’intero sistema sociale ed industriale. Far capire quanto ogni persona possa giocare un ruolo chiave nel funzionamento dell’intera macchina: questa è una delle caratteristiche fondamentali dei professionisti deputati alla reindustrializzazione, la cui responsabilità sarà quella di ricreare gli equilibri turbati, ma anche di ricollocare le persone nell’ambito di un nuovo assetto vincente.

Vertus amplia il proprio network internazionale ed entra in Sémaphores International

La nostra rete si rafforza in Francia, Germania, Spagna e Canada.

Il villaggio globale 2.0 rende le distanze del mondo più corte, spingendo su ritmi sempre più veloci che coinvolgono la produzione economica, il lavoro e l’interscambio di informazioni ed idee. In questo contesto Vertus, consapevole che gli equilibri economici e sociali si definiscono sempre di più nell’arena internazionale, nel corso degli anni ha saputo costruire un network strategico di partner esteri, operanti nel settore della trasformazione industriale, in grado di garantire un interscambio di know-how, esperienza, relazioni e visioni a notevole valore aggiunto.

Questo network nasce dall’incontro di professionisti del supporto al cambiamento che, come noi di Vertus, condividono la convinzione che il successo delle grandi trasformazioni passi attraverso l’attenzione portata alla relativa comprensione da parte di tutti gli stakeholder. È necessario conciliare le decisioni dell’azienda che chiude con la responsabilità sociale e territoriale attraverso:

– un’attenta preparazione per il dialogo sociale e istituzionale;

– la proposta di piani d’azione ambiziosi ma realistici, soddisfacenti per tutte le parti interessate;

– l’articolazione tra i percorsi collettivi e individuali di ricollocamento.

La rete internazionale di Sémaphores è orientata verso imprese private e pubbliche la cui trasformazione coinvolge istituzioni, dipendenti e territori. Il network a una duplice vocazione: implementare una strategia simultanea nei progetti di cambiamento e portare la forte competenza delle culture e delle normative nazionali da parte dei team locali che, oggi, appartengono a:

Si crea, quindi, la possibilità di condividere nuovi casi ed ampliare in modo significativo la rete di contatti, anche ai fini della ricerca di nuovi subentranti nei progetti di reindustrializzazione di tutti i partner di Sémaphores International.

I posti di lavoro creati dalle ristrutturazioni aziendali

Le normative sulle ristrutturazioni aziendali in Italia esistono sin dagli anni Settanta, ma le regole di accompagnamento e salvataggio delle aziende, attraverso un sistema codificato, non sono ancora ben definite. La sinergia tra istituzioni, imprese, parti sociali e società di consulenza ha portato a definire un modello che negli ultimi anni ha dato risultati soddisfacenti in termini di occupazione e di rilancio delle aziende. Non a caso, negli ultimi anni, sono anche nate associazioni composte da advisor specializzati che dovranno affiancare le Istituzioni nel delicato fenomeno della gestione della crisi e della successiva reindustrializzazione.

Gli ultimi dati del Ministero dello Sviluppo Economico sono piuttosto incoraggianti: è possibile salvare le aziende in crisi in Italia ed è possibile farlo tutelando anche posti di lavoro. Attraverso il processo di reindustrializzazione, inteso come collaborazione effettiva tra pubblico e privato, si possono tutelare i vari interessi di tutti gli stakeholder coinvolti nei processi in questione, in particolare volti alla tutela dei posti di lavoro e dei processi produttivi.

Mentre le Istituzioni devono svolgere un ruolo di coordinatori, supportando dove possibile con le varie forme di incentivazione, le società di consulenza devono identificare i processi ed i progetti migliori per le ristrutturazioni aziendali e individuare i soggetti che possono investire materialmente nelle imprese in crisi anche nel segno della sostenibilità sociale e dell’innovazione tecnologica.

I dati forniti dal Ministero dimostrano che la “miglior pratica” è preziosa e che è necessario continuare a mettere a punto formule e procedimenti non solo di intervento corale (pubblico-privato) ma anche di prevenzione delle crisi industriali. Il messaggio che si vuol dare è il seguente: fare impresa oggi non è una missione da affrontare in solitaria e l’occupazione, anche se minacciata da una eventuale chiusura aziendale, è tutelabile e recuperabile se gestita in modo strutturato e con formule ad hoc.

Vertus, azienda di consulenza che opera da anni a contatto con le aziende in crisi e con le imprese in fase di sviluppo nei delicati scenari della reindustrializzazione, è in grado di individuare il modello migliore di riconversione attraverso ricerche mirate e processi definiti. L’interesse del consulente Vertus è di tutelare non solo la produzione ma anche di gestire nel miglior modo possibile la ricollocazione del personale, seguendo passo dopo passo ogni singolo lavoratore.

I professionsiti di Vertus, validando anche la sostenibilità die progetti di sviluppo, sono in grado di analizzare tutte le criticità che potrebbero compromettere l’esito delle operazioni e facilitano il processo mediando con tutte le parti in causa ed i vari stakeholder.

Quali sono i vantaggi di un processo di reindustrializzazione

Per “reindustrializzazione” s’intende quell’insieme di operazioni specifiche che mirano alla riconversione di siti industriali dismessi, o in via di dismissione, nell’ambito di programmi di ristrutturazione attuati -nella maggioranza dei casi- da parte di grandi. Quando si pone l’obiettivo di iniziare una strategia di reindustrializzazione, è necessario innanzitutto analizzare le società e gli insediamenti che possono essere oggetto di intervento, individuare quindi le attività tramite cui garantire nuove possibilità di rilancio in settori produttivi non concorrenziali– salvaguardando al massimo i livelli di occupazione – ed accompagnare, infine, il processo di transizione in tutte le sue delicate fasi.

La riconversione di uno stabilimento dismesso (o di un processo produttivo) rappresenta, in questo momento storico di crisi, uno dei perni fondamentali per rilanciare le produzioni in difficoltà.Anche in ambito europeo, dove è stata espressa la volontà di arrestare qualsiasi forma di declino economico, si è preso sempre più atto che la reindustrializzazione è una delle migliori strategie per non disperdere e piuttosto per generare occupazione e ricchezza.

vantaggi offerti infatti da un corretto processo di reindustrializzazione sono numerosi. Le iniziative mirate a restituire produttività ad un determinato territorio ed alle persone che vi lavorano assicurano:

  • Un impatto in termini di responsabilità sociale d’impresa generando effetti vantaggiosi per l’intero comparto industriale;
  • Mantenimento nel tempo di importanti relazioni con i vari stakeholder;
  • Mantenimento del know-how e dei livelli occupazionali;
  • Abbattimento e razionalizzazione dei costi per la manutenzione degli immobili.

Naturalmente “il miglior processo di reindustrializzazione” va inteso come collaborazione effettiva tra istituzioni pubbliche e privati interessati ad investire nei settori produttivi in crisi o considerati non più strategici da chi dismette, il che è una valutazione non assoluta: la sfida è quella di individuare produzioni simili/compatibili ad elevato tasso di innovazione che rappresentino un’opportunità di sviluppo per un’altra azienda. Naturalmente le società di consulenza devono svolgere quel fondamentale ruolo di raccordo, identificando i processi più efficaci di ristrutturazione e gli investitori più affidabili. Solo in questo modo possono essere tutelati tutti quegli interessi collegati al mondo dell’impresa (dai posti di lavoro ai processi produttivi).

Vertus, azienda di consulenza che da anni opera nella reindustrializzazione, svolge un importante ruolo di mediazione con le istituzioni, le parti sociali e i potenziali investitori.

I consulenti Vertus, ridefinendo scopi ed obiettivi, garantiscono un concreto supporto nella delicata fase della reindustrializzazione, accompagnando e nel contempo tutelando i lavoratori e il tessuto industriale.

Reindustrializzazione Tirreno Power: il subentrante è Vernazza Autogru. Anche l’Università di Genova s’insedierà con aule e laboratori

Nuovo lavoro e un centro di formazione nelle aree dell’ex carbonile.

Occupazione, formazione e sviluppo del territorio sono gli ingredienti principali della reindustrializzazione dei lotti a carbone della centrale termoelettrica di Tirreno Power a Vado Ligure ad opera di Vernazza Autogru.

La reindustrializzazione dà dunque inizio ad una nuova storia industriale per Vado Ligure con un polo della logistica e della formazione.

È Vernazza Autogru, l’azienda ligure che ha da tempo raggiunto una dimensione internazionale, il subentrante che rivitalizzerà lo spazio di circa 30 ettari ormai desertificato dalla cessazione dell’attività nei blocchi a carbone della centrale.

L’operazione prevede molti posti di lavoro diretti e circa 160 nell’indotto, oltre alla realizzazione di un polo formativo per i giovani che coinvolge anche l’Università degli Studi di Genova. Nei prossimi cinque anni Vernazza ha in previsione di assumere almeno altre 50 persone. Saranno, inoltre, 200 i giovani che ogni anno potranno partecipare ai corsi erogati dal nuovo centro di addestramento per operatori di mezzi per il sollevamento pesante.

È previsto, infine, il trasferimento all’interno della Centrale -che, per la parte a gas, continua a produrre- di attività scientifiche di didattica e sperimentazione del polo savonese dell’Università di Genova che utilizzerà ampi spazi per aule e laboratori.

Il progetto di reindustrializzazione integrato col ricollocamento, insieme ai piani di formazione e incentivazione, hanno raggiunto l’obiettivo di offrire a tutti i lavoratori che avevano perso l’occupazione a causa della chiusura della centrale una soluzione per il loro futuro.

Fonte: Il Secolo XIX, 17 ottobre 2018

Gli scenari della crisi economica e la riconversione delle imprese in difficoltà

In uno scenario caratterizzato dall’onda lunga della crisi economica ed in continua trasformazione, è importante superare il modello basato su cassa integrazione, prepensionamenti e mobilità incentivata (oggi economicamente non più sostenibile) e puntare piuttosto sulle politiche attive e l’innovazione, ad esempio su processi di reindustrializzazione che possano offrire soluzioni sostenibili nel lungo periodo.

Per avere successo nell’operazione è necessaria una stretta collaborazione tra l’impresa in crisi (che ha la necessità di chiudere uno o più stabilimenti produttivi per ragioni organizzative), istituzioni pubbliche, parti sociali, investitori privati e advisors esperti.

L’obiettivo è gestire situazioni di difficoltà, attraverso nuove soluzioni industriali, individuando anche nuove opportunità di sviluppo provenienti da imprese interessate a subentrare operanti in settori simili.

Naturalmente questa fase risulta molto delicata e richiede il necessario intervento di un professionista esperto della materia e che sappia agire nel modo migliore in una fase di profonda trasformazione.

D’altra parte la riconversione di un’azienda determina un vero e proprio cambiamento strutturale: si tratta da un lato di un processo di trasformazione del tessuto industriale e dall’altro di uno strumento utile a favorire lo sviluppo di settori sempre più competitivi e maggiormente avanzati tecnologicamente.

Vertus, società di consulenza che opera da anni a contatto con le aziende in crisi e nei delicati scenari della reindustrializzazione, è in grado di individuare il modello migliore di riconversione attraverso ricerche mirate e studi di fattibilità.

I professionisti di Vertus, anche grazie ad analisi di sostenibilità finanziaria, sono in grado di valutare le criticità che potrebbero compromettere l’esito delle operazioni e mediano con tutte le parti in causa e portatrici di interesse al fine di garantire la chiusura, con successo, dell’operazione di riconversione dell’impresa.

L’importanza dell’attività di coaching and outplacement in una realtà di crisi aziendale

La crisi economica dell’ultimo periodo ha determinato profondi mutamenti nell’ambito degli organigrammi aziendali. In uno scenario caratterizzato da una continua trasformazione e dalla chiusura di diversi impianti per ragioni organizzative è consuetudine diffusa che un lavoratore (sia esso un dirigente o un impiegato) riceva la notizia della messa in mobilità.

Tuttavia, in questo quadro, non è più sostenibile economicamente solo il modello di politiche passive basato su cassa integrazione e mobilità incentivata. Occorre viceversa, anche per quel che concerne il personale di un’impresa in crisi, puntare sui processi di reindustrializzazione e riorganizzazione: ovvero ricollocare i lavoratori in realtà subentranti o simili, spesso Pmi ad elevato contenuto tecnologico.

In questa delicata situazione i lavoratori, abituati a sentirsi indispensabili al servizio dell’azienda, vivono forti turbamenti che rischiano di frantumare l’equilibrio psicologico costruito intorno al concetto di autostima e professionalità. Così, in questa dissoluzione, tutto ciò che fino ad allora è apparso ovvio e naturale d’improvviso sembra incarnarsi in una inessenzialità disarmante. È come se l’individuo restasse immobilizzato nel marasma della mobilità.

L’attività di “coaching and outplacement” si colloca proprio in questa fase. Il consulente deve fornire una concreta azione di supporto alla persona che allontanata dal sicuro confine aziendale perde completamente l’antica operatività. In tal senso l’outplacement si può considerare come il tempo dell’attesa, un tempo che, se ottimamente gestito, può profilarsi come un evento veritativo, uno spazio critico entro cui riflettere, formarsi e migliorarsi.

Vertus, azienda di consulenza che da anni opera nella delicata fase della reindustrializzazione offrendo anche servizi di “coaching and outplacement “, fornisce un concreto supporto nella ricollocazione del personale, mediando con le istituzioni, le parti sociali e il tessuto industriale.

Ridefinendo scopi, obiettivi e missioni dei lavoratori all’interno di turbolenti scenari di dismissione, Vertus fa in modo che l’attenzione del lavoratore in mobilità o temporaneamente inoccupato si focalizzi sui propri punti di forza e sulle competenze in suo possesso.

In particolare, i nostri consulenti si adoperano per salvare dirigenti e lavoratori, favorendone la collocazione in realtà aziendali in espansione (spesso Pmi italiane) e con business innovativi e compatibili con l’impresa in dismissione.

Il Coaching, strumento essenziale per supportare il personale durante le fasi di restart aziendale

Il coaching non è solo una metodologia di sviluppo personale, utile a raggiungere importanti obiettivi professionali o personali. Il coaching è oggi uno strumento essenziale per supportare, durante le fasi di restart aziendale, dirigenti, quadri ed impiegati in uscita.

La reindustrializzazione talvolta necessita di attività di outplacement del personale: ciò accade quando la reindustrializzazione dei siti produttivi di aziende in crisi economica determina un numero di esuberi tali da richiedere un’attività di supporto alla ricollocazione.

L’outplacement ha come obiettivo ultimo la ricollocazione di lavoratori nel mercato del lavoro, e per farlo sono necessari interventi di riqualificazione del singolo impiegato che deve essere pronto ad affrontare nuove sfide.

Il coach è un professionista in grado di dare sostegno psicologico concreto nella definizione e nel perseguimento di obiettivi personali importanti come il reinserimento nel mercato del lavoro. Il coach stimola nell’individuo la volontà di riqualificarsi professionalmente e di fare leva sulle proprie competenze ed esperienze lavorative con rinnovata fiducia.

Le attività di coaching hanno come obiettivo quello di infondere nel lavoratore:

  • consapevolezza delle proprie reali capacità
  • motivazione a raggiungere gli obiettivi
  • determinazione nel ricollocarsi sul mercato del lavoro.

La volontà di impegnarsi diventa una leva importante tanto quanto quella degli ammortizzatori sociali.

L’esperienza di Vertus insegna che il coaching aumenta nel candidato la fiducia nei propri mezzi, riduce l’ansia e moltiplica le opportunità di inserimento nel mondo del lavoro.

Se inserito organicamente in un più ampio piano di reindustrializzazione, il coaching inoltre aiuta il recupero del rapporto di fiducia tra lavoratori ed azienda nei contesti più critici.

Medtronic, nuovo importante incarico di reindustrializzazione

Un futuro per gli stabilimenti di Roncadelle e Torbole Casaglia.

Siamo molto orgogliosi di questo nuovo prestigioso incarico di reindustrializzazione che ci ha conferito la multinazionale americana Medtronic. Come annunciato da Medtronic al MISE, affiancheremo l’azienda e i lavoratori affinché ci sia un futuro per gli stabilimenti bresciani di Roncadelle e Torbole Casaglia e, conseguentemente, per l’occupazione.

Fonte: Il Giornale di Brescia del 13 luglio 2018