A fine 2019 i tavoli di crisi presso il Ministero per lo Sviluppo economico erano 149, con il complessivo coinvolgimento di circa 200mila lavoratori.

Fra tutte queste vicende dalle pesanti ricadute sociali, fortunatamente ne emergono alcune in cui, grazie alla collaborazione di tutte le parti in causa e ad un advisoring specializzato, si può arrivare a una soluzione che garantisca il proseguimento della produzione e il mantenimento dell’occupazione.

È quanto avvenuto con l’accordo siglato tra Medtronic, multinazionale statunitense delle tecnologie biomediche, e l’elvetica Bci – Business Creation Investments, per il rilancio del sito produttivo Medtronic Invatec di Roncadelle-Torbole Casaglia, nel Bresciano, che conta 250 dipendenti.
L’accordo è stato illustrato alla stampa venerdì 31 gennaio 2020 a Brescia, alla presenza del Ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Accanto al ministro, sono intervenuti Giuseppe Pasini, Presidente dell’Associazione Industriale Bresciana; Melania De Nichilo Rizzoli, assessore regionale a Istruzione e Lavoro; Alessandro Mattinzoli, assessore regionale allo Sviluppo economico; Michele Perrino, AD di Medtronic Italia; Vittorio Ferrero, direttore di Bci Italia; Alessandro Ielo, founder di Vertus; il sindaco di Roncadelle, Damiano Spada; Donatella Benini, Rsu Medtronic.

Ripercorriamo qui le tappe di una crisi che si è risolta felicemente con un’acquisizione e il prossimo lancio di un nuovo prodotto sul mercato.

 

La vicenda Medtronic Invatec

 

L’azienda biotech Invatec Spa nasce a Roncadelle nel 1996.
Specializzata nella produzione di cateteri e dispositivi medicali, detiene i brevetti di avanzate tecnologie per la lavorazione di materie plastiche e metalli.

Nel 2010 viene acquisita da Medtronic, multinazionale statunitense specializzata in tecnologie biomediche.

In Italia Medtronic conta altre 7 sedi, per un totale di 2.400 dipendenti.
In particolare, il sito di Roncadelle viene dedicato a dispositivi per il gruppo cardiovascolare.

Nel giugno 2018 Medtronic annuncia la chiusura dello stabilimento bresciano, non per motivi economico-finanziari ma per esigenze di riorganizzazione e razionalizzazione delle linee produttive.

In conferenza stampa Donatella Benini, rappresentante delle Rsu aziendali, ha ricordato quel momento: “Non ce lo aspettavamo. Venivamo da una ristrutturazione che aveva dimezzato il numero dei lavoratori e pensavamo di poter stare tranquilli”.

Inizia la protesta dei dipendenti, che si concretizza in un presidio di 38 giorni, per richiamare l’attenzione delle istituzioni.

Medtronic interpella Vertus in qualità di advisor in piani di reindustrializzazione, affidando al founder Alessandro Ielo e al suo team il compito di ricercare un investitore che non solo voglia rilevare il sito ma che si impegni a preservarne l’eccellenza tecnica e l’alto profilo professionale della forza lavoro.

Si apre intanto, presso la sede del Mise, un tavolo di crisi, coordinato dal vice capo di gabinetto e deputato bresciano Giorgio Sorial.
Attorno al tavolo siedono, oltre al Mise, Regione Lombardia, l’Associazione Industriale Bresciana, Medtronic Italia, i rappresentanti dei sindacati e l’advisor Vertus.

 

Conferenza stampa Medtronic: Alessandro Ielo

Alessandro Ielo, Vertus.

 

L’intervento di Vertus

 

“Il nostro compito, in casi come questi – ha spiegato Alessandro Ielo in conferenza stampa – è quello di tentare di dare un futuro ai siti in dismissione e ai lavoratori che vi sono impiegati. La peculiarità di Medtronic Invatec era la presenza di camere bianche, ossia di ambienti controllati per la produzione, e di personale altamente specializzato.

D’altro canto, però, il contesto dei dispositivi medici presenta un regime autorizzatorio molto complesso. Inoltre, non essendo previsto uno “scivolo” di business, come invece in alcune riorganizzazioni aziendali, la principale difficoltà era trovare un progetto che avesse tempistiche di riassorbimento compatibili con il piano di ristrutturazione previsto da Medtronic”.

La ricerca di Vertus si orienta verso società che necessitano appunto di camere bianche, con un’attività manifatturiera non troppo automatizzata e impegnate nella ricerca e sviluppo.
Vengono contattate più di 600 aziende, in Italia e all’estero, e raccolte 15 manifestazioni di interesse, che producono due offerte.

Infine, dopo 18 mesi di attività febbrile, Medtronic individua l’acquirente con i giusti requisiti.

 

Conferenza stampa Medtronic: Vittorio Ferrero

Vittorio Ferrero, Bci Italia.

 

Bci e la newco Roncadelle Operation

 

La scelta ricade su Bci – Business Creation Investments – società che si occupa di riqualificazione di plant produttivi in Europa e, in particolare, in Italia – perché “il loro progetto offriva previsioni occupazionali per la totalità dei lavoratori”, ha spiegato Ielo.

Segue la fase di trattative tra le due aziende, con Vertus in qualità di facilitatore e collegamento con il tavolo di crisi.

Alla fine gli sforzi comuni portano a definire un piano di rilancio per Roncadelle, comprendente, oltre al mantenimento dei livelli di occupazione, l’apertura di una nuova linea produttiva.

Come ha spiegato in conferenza stampa Vittorio Ferrero, direttore di Bci Italia, è stata creata una newco, “Roncadelle Operation”, sostenuta da un consorzio costituito da, tra i principali partner, Ameco – Arab Medical Equipment Company (il maggior produttore di siringhe e prodotti affini del Medio Oriente) e P&P Patents&Technologies Srl, titolare del brevetto Retrago.

È proprio questo brevetto – una siringa con ago retrattile – che determinerà il futuro della newco.

“È un settore che vale 5,7 miliardi di dollari, destinato a crescere nei prossimi anni – ha detto Ferrero ai giornalisti – Per la reindustrializzazione del sito abbiamo previsto un investimento di 60 milioni di euro, a fronte di contatti già avviati con potenziali clienti, fra i quali uno interessato ad acquistare 200 milioni di siringhe Retrago, che equivalgono alla produzione di due anni e a un fatturato di 30 milioni di euro”.

La transizione da Medtronic a Bci è partita in gennaio e se ne prevede il completamento entro il 2020, con il riassorbimento di tutti i circa 250 dipendenti.
Nel periodo di passaggio tra le due gestioni, questi ultimi fruiranno della Cassa integrazione guadagni straordinaria.

 

Conferenza stampa Medtronic: Stefano Patuanelli

Il Ministro Stefano Patuanelli.

 

Stefano Patuanelli: implementare gli strumenti del Mise per affrontare le crisi

 

Il Ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, dopo aver espresso la sua soddisfazione per la soluzione della crisi, ha sottolineato come la sinergia tra istituzioni, imprese e sindacati, che ha caratterizzato la vicenda Medtronic Invatec, dovrebbe essere portata a modello.

“Occorre però ampliare – ha aggiunto – gli strumenti che il Mise ha a disposizione, come i contratti di sviluppo e gli incentivi mirati a settori chiave. Lo scopo è sempre preservare, come è successo per Roncadelle, le competenze delle aziende, anche quando, e non era questo il caso, le difficoltà siano strutturali”.

Un quadro che Patuanelli ritiene potrebbe verificarsi per il settore automotive a causa della transizione all’elettrico.

 

Conferenza stampa Medtronic: Giuseppe Pasini

Giuseppe Pasini, Presidente Aib.

 

L’augurio di Giuseppe Pasini: “Le aziende bresciane sfruttino l’occasione del Green New Deal europeo”

 

Giuseppe Pasini, Presidente dell’Associazione Industriale Bresciana, ha sottolineato come la positiva soluzione della vertenza Medtronic Invatec, per la quale Aib si è energicamente spesa, abbia consentito di “preservare il valore sociale e industriale del territorio”.

Riallacciandosi poi all’intervento di Patuanelli, ha ricordato che Brescia, dopo Torino, è il secondo cluster italiano del settore automotive, che sta subendo un rallentamento collegato proprio al passaggio alla mobilità elettrica.

“Non dobbiamo però – ha detto rivolgendosi agli imprenditori bresciani – guardare alle innovazioni come a dei pericoli. Anzi, il Green New Deal varato dall’Europa può offrire numerose opportunità di crescita. Basta voler accettare la sfida”.

Indirizzandosi di nuovo al Ministro, ha infine espresso alcune richieste: far decollare il piano infrastrutturale nazionale, dare un futuro all’Ilva, “perché non possiamo rinunciare all’acciaio”, e incentivare le imprese affinché possano fruire della svolta europea per la tutela dell’ambiente.
Il piano di reindustrializzazione Medtronic è una dimostrazione di come, se correttamente gestite, le dismissioni possono trasformarsi in rampe di lancio per un nuovo sviluppo.

Per guidarne i processi, Vertus ha messo a punto una strategia basata su di un approccio multidisciplinare (competenze finanziarie, industriali, immobiliari e nelle risorse umane) e sul rispetto del contesto territoriale e delle vocazioni industriali, allo scopo di preservare l’occupazione e favorire l’innovazione.

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