Il panorama industriale italiano risulta purtroppo ancora ampiamente in ritardo per quanto riguarda l’introduzione delle tecnologie digitali.
Il dato emergeva già da un report del MISE (luglio 2018), che mostrava come solo l’8,4% delle imprese nazionali impiegasse tecnologie dell’Industria 4.0.

Il 4,7% di queste aveva programmato di investirvi nei successivi tre anni, mentre le imprese “tradizionali”, prive di tecnologie 4.0 e senza piani di ammodernamento, erano l’86,9%.
Il gap rispetto agli altri Paesi europei è ancora lontano dall’essere colmato.

Lo ha ribadito il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, all’apertura dell’anno accademico 2019-2020 dell’Università di Cagliari: “Gli indici che riassumono il livello di digitalizzazione dell’Unione europea e degli Stati membri pongono l’Italia agli ultimi posti, con un ritardo particolarmente accentuato negli utilizzi e nelle competenze”.

Per questo la Legge di Bilancio 2020 porta avanti il Piano Industria 4.0, ora Impresa 4.0, varato dal ministro Carlo Calenda nel 2016 e rinnovato dalle successive Manovre economiche, con l’intento di agevolare il passaggio del mondo imprenditoriale italiano verso quella che è stata definita la quarta rivoluzione industriale.

Il Piano Industria 4.0 prevede quindi una serie di incentivi e agevolazioni fiscali per l’aggiornamento digitale delle imprese e per il finanziamento di start up innovative.

Quanto sono state utilizzate le agevolazioni del Piano Industria – Impresa 4.0?

Come negli anni scorsi gli imprenditori italiani hanno saputo sfruttare le opportunità del Piano Industria 4.0?

Ci avvaliamo dei dati raccolti dal Ministero per lo Sviluppo Economico tra il 2017 e il 2018.
Il campione era costituito da 24.000 aziende dei settori industriale e di servizi alla produzione.

Fra i vari risultati emerge che gli incentivi sono stati utilizzati prevalentemente dalle industrie già definibili come 4.0, seguite a breve distanza dalle industrie tradizionali con interventi 4.0 già programmati. A una buona distanza si posizionano le imprese tradizionali che si affacciano ora al digitale.

Incentivi e agevolazioni del Piano Impresa 4.0

Passiamo rapidamente in rassegna le tipologie di sostegno all’innovazione riconfermate in Manovra.

Iperammortamento e superammortamento

Con la proroga del Piano Industria 4.0 imprese e professionisti potranno continuare ad avvalersi anche per il 2020 della maggiorazione delle quote di ammortamento per l’acquisto di beni strumentali nuovi.

Iperammortamento

Con l’iperammortamento il Governo incentiva le imprese ad acquistare strumenti utili alla trasformazione digitale dei processi di produzione.

L’iperammortamento riguarda gli investimenti in settori come robotica, sicurezza informatica, nanotecnologie, stampa 3D.
Tali investimenti diventano ammortizzabili per un importo superiore al loro valore.

L’ultima Manovra economica ha confermato le aliquote di maggiorazione sugli investimenti per beni materiali: del 150% fino a 2,5 milioni di euro; del 100% tra 2,5 e 10 milioni; del 50% tra 10 e 20 milioni.
L’iperammortamento non si applica oltre i 20 milioni e non è concesso a chi ha già fruito dell’aliquota del 150% nel 2018.

Per quanto riguarda, invece, l’iperammortamento del 40% per beni immateriali strumentali (software e gestionali), la Legge di Bilancio ha modificato l’elenco di tali beni, introducendo nuove voci: dai sistemi di gestione della supply chain ai software per la realtà aumentata.

Superammortamento

Si rinnova per il 2020 anche il superammortamento del 130%, applicabile sull’acquisto di beni materiali nuovi, da utilizzare nel processo produttivo, anche acquistati in leasing.

Non si può applicare il superammortamento ai beni immateriali, a quelli con un coefficiente tabellare d’ammortamento inferiore al 6,5%; agli edifici; agli investimenti in condutture.

Invece il superammortamento del 40% per beni immateriali è a disposizione delle aziende che già fruiscono dell’iperammortamento per beni materiali.

Nuova Sabatini (Beni strumentali)

La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) ha l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese tramite un contributo del Ministero dello Sviluppo economico rapportato agli interessi sui finanziamenti ottenuti.

La Nuova Sabatini si applica agli acquisti, anche in leasing, di attrezzature e impianti, di hardware e software.

E’ utilizzabile in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione delle attività finanziarie, assicurative e per l’esportazione.

Due operai Industria 4.0 al lavoro con tablet

Gli altri strumenti previsti dal Piano Impresa 4.0

  • Fondo di Garanzia: alle piccole e medie imprese viene offerta una garanzia pubblica, che si aggiunge o sostituisce a quella reale che le aziende potrebbero offrire per accedere a finanziamenti.
  • Credito d’imposta R&S: viene concesso un credito d’imposta del 50% sulle spese per Ricerca e Sviluppo.
  • Accordi per l’innovazione: finanziano progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che possono essere presentati in forma congiunta da più imprese, fino a un massimo di cinque.
  • Contratti di sviluppo: finanziano importanti programmi di sviluppo industriale, per la tutela ambientale o per il turismo, il cui costo complessivo superi i 20 milioni.
  • Startup e PMI innovative: sono previste agevolazioni che si aggiungono a quelle fiscali e amministrative proprie delle startup, ma che sono fruibili anche dalle Pmi che operano nel campo dell’innovazione tecnologica.
  • Patent Box: il decreto “Patent box” prevede un regime opzionale di tassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright e di brevetti industriali.
  • Centri di competenza ad alta specializzazione: viene sostenuta la costituzione di centri di competenza ad alta specializzazione sui temi dell’Industria 4.0, nella forma del partenariato pubblico-privato e che coinvolgano almeno un ente di ricerca.
  • Centri di trasferimento tecnologico: si tratta di centri certificati, che svolgono attività di formazione e consulenza tecnologica in ambiti come la realtà aumentata, IoT, cybersicurezza, big data.
  • Credito d’imposta formazione: un credito d’imposta del 40% viene applicato alle spese relative al personale dipendente impegnato in attività di formazione aventi a oggetto le cosiddette “tecnologie abilitanti” alla trasformazione tecnologica e digitale.

 

Un consulente analizza i dati aziendali per utilizzo agevolazioni Industria 4.0

Vertus come guida alle opportunità del Piano Impresa 4.0

La riconferma degli incentivi del Piano Impresa 4.0 è un nuovo stimolo del Governo alle piccole e medie imprese perché proseguano in processi di innovazione che garantiscano anche in futuro la loro competitività.

A frenarle può essere la difficoltà di disegnare una strategia che, passo dopo passo, le porti all’altezza degli standard della quarta rivoluzione industriale, oppure gli imprenditori temono le conseguenze organizzative rispetto all’inserimento di strumenti d’avanguardia o i costi della formazione dei dipendenti perché possano utilizzarli.

Timori che possono essere fugati dalla consulenza di un advisor che conosca il mondo produttivo, le sue logiche e le sue problematiche e che potrà fornire non solo le linee guida del percorso verso l’innovazione ma anche il supporto operativo durante l’iter di richiesta e ottenimento delle agevolazioni.

Le agevolazioni del Piano Impresa 4.0 possono essere anche un valido supporto per rilanciare realtà imprenditoriali in crisi industriale, che necessitano di indirizzarsi verso nuovi processi o settori di mercato e anche, conseguentemente, di riqualificare il personale.

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