I robot in Germania hanno creato più lavoro di quanto ne abbiano sostituito

Di 4 maggio 2018News

Ricerche hanno dimostrato che l’impiego di robot può creare più posti di lavoro di quanti ne distrugga… e meglio pagati.

Con 309 unità robotizzate ogni 10.000 posti di lavoro, la Germania è la terza industria al mondo per automazione. Eppure l’occupazione tedesca ha raggiunto, nel 2017, 44 milioni di posti di lavoro: il livello più alto dalla riunificazione del Paese nel 1990. In questo cambiamento l’automazione e l’uso sempre maggiore di robot hanno giocato un ruolo chiave, portando a un aumento dell’occupazione tra il 2011 ed il 2016 dell’1% annuo.

“Complessivamente, la digitalizzazione tra il 2011 e il 2016 ha in realtà contribuito alla crescita per almeno l’1%”, nota nella ricerca Terry Gregory, membro del dipartimento di ricerca sul mercato del lavoro dell’istituto tedesco. Secondo le stime dello ZEW, la digitalizzazione dell’industria trainerà una crescita dell’occupazione pari all’1,8% nel 2021. Prospettiva che ricalca l’esperienza già vissuta con il boom dell’informatica negli anni Ottanta e Novanta.

Internet delle cose, big data, robot: un terzo delle aziende tedesche ha già completato la transizione all’industria 4.0, soprattutto in settori come marketing, comunicazione e produzione industriale. Per un altro 17,6% le nuove tecnologie sono parte centrale del loro modello produttivo, come evidenziato dal Sole 24 Ore.

La sfida, ancora una volta, è quella della trasformazione del lavoro e delle competenze richieste: raramente chi perde il lavoro a causa dell’automazione viene ricollocato con le stesse mansioni. Anche per i progetti di reindustrializzazione quindi, che non potranno fare a meno delle nuove tecnologie ed innovazioni produttive, sarà sempre più necessaria formazione adeguata per supportare il cambiamento, non solo digitale.

Fonti: Il Sole 24 Ore del 2 maggio 2018 e AGI Economia del 7 settembre 2017