Workers buyout: nuovo caso di successo

Di 23 aprile 2018News
Ex Alcoa Portovesme

All’Alcoa i lavoratori – a fianco di un investitore industriale – diventano azionisti dell’azienda ed ottengono un posto nel comitato di sorveglianza.

Succede all’ex Alcoa di Portovesme, nel Sulcis: la fabbrica di alluminio, rilevata dalla svizzera Sider Alloys, riprenderà l’attività anche grazie ad un’operazione di workers buyout così particolare da essere la prima in Italia.

I lavoratori, infatti, deterranno il 5% delle partecipazioni azionarie di Sider Alloys ed avranno un rappresentante all’interno del comitato di sorveglianza. Anche Invitalia s’inserisce nella compagine con il 20%, partecipando all’aumento di capitale.

Il programma di rilancio prevede un piano di investimenti da 135 milioni di euro, l’inserimento di circa 370 lavoratori diretti e 70 a contratto, più eventuali altri 50 in caso di riavvio di un ulteriore impianto.

Secondo i dati di Cooperazione Finanza Impresa (CFI) –l’investitore istituzionale cooperativo nato a seguito della Legge Marcora- sono una cinquantina le imprese salvate negli ultimi cinque anni con lo strumento del workers buyout, per 1.200 posti di lavoro e 178 milioni di euro di giro d’affari rimasti sul mercato.

Ci sembra interessante rilevare come questo approccio possa rappresentare una soluzione anche nei processi di reindustrializzazione che si riscontrano in tanti altri casi del territorio offrendo un’alternativa valida ad operazioni tradizionali.

 

Fonte: il Sole 24 Ore del 10 aprile 2018