Reindustrializzazione: dai carrelli elevatori alla minicar elettrica. Un bel nuovo caso.

Di 20 settembre 2017News
minicar elettrica Made in Italy

Alla Om Still di Modugno ci si è riconvertiti alla mobilità sostenibile, valorizzando l’esperienza nelle tecnologie per la trazione con accumulatori elettrici.

 

Raccontiamo volentieri una nuova storia di rilancio industriale nel segno dell’innovazione, della mobilità sostenibile e del Made in Italy: dalla crisi allo sviluppo, grazie alla reindustrializzazione.

La storica Om, con 3 stabilimenti in Italia, realizzò i primi carrelli elevatori nel 1951. Dopo alcune vicissitudini all’interno del Gruppo Fiat, nel 2006 la società viene acquisita, insieme a Still e Linde, dal gruppo tedesco Kion che, a seguito di una riorganizzazione, nel 2011 sposta la produzione di carrelli elevatori ad Amburgo, chiudendo lo stabilimento di Modugno (Bari).

Grande azienda, macchine trasferite, fabbrica chiusa, oltre 200 dipendenti in cassa integrazione: ma c’erano tutti gli elementi per dare un futuro a questa realtà industriale, non mancando know-how e disponibilità a reindustrializzare.

Dopo un processo non breve, Tua Industries -appartenente al fondo statunitense Lev Capital Management- ha proposto la riconversione dello stabilimento attraverso il progetto di realizzazione di minicar a batteria.

In effetti, i muletti (utilizzati negli stabilimenti e più in generale nella logistica) sono alimentati da pacchi di batterie da trazione. A differenza delle batterie per l’avviamento dell’automobile, le minicar utilizzano la medesima tipologia di accumulatori. Si è trattato di fare tesoro dell’esperienza del passato per proiettarsi su un mercato nuovo che si sta ancora formando.

Con un investimento previsto intorno ai 50 milioni, di cui 20 ottenuti anche grazie al supporto di Regione Puglia, il progetto è stato controfirmato dalle autorità locali. L’auto elettrica è la minicar a batteria Tua/Ambra, presentata 10 giorni fa alla Fiera del Levante di Bari. Dopo il prototipo, l’obiettivo è arrivare alla produzione seriale dopo dicembre, quando scadrà la cassa integrazione.

Ancora una volta, la tecnologia nel segno della sostenibilità, anche ambientale, rappresenta l’elemento di successo di questa bella operazione di riconversione industriale.

Vertus, leader nella reindustrializzazione in Italia, da oltre 10 anni affianca le imprese interessate a dare un futuro ai propri siti produttivi in dismissione, individuando business compatibili e ricercando e selezionando soggetti imprenditoriali, con progetti espansivi, interessati a subentrare per generare uno sviluppo sostenibile.

 

Fonte: il Sole 24 Ore del 14 settembre 2017, pag. 13