Ammortizzatori sociali: il Ministero sostiene imprese e lavoratori

Di 14 settembre 2017News

Un caso concreto di equilibrio tra rigore e flessibilità,  in tema di ammortizzatori sociali, a due anni dall’emanazione del Jobs Act.

 

La recente circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 28 agosto 2017, n. 16, in materia di ammortizzatori sociali (“Articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. Causali di crisi aziendale e riorganizzazione aziendale e limite massimo di cassa integrazioni guadagni straordinaria autorizzabili”), interpreta la norma con creatività ed efficienza.

Due anni fa, di questi tempi, avevamo per le mani il nuovo testo del Decreto sugli ammortizzatori sociali, una pedina importante della riforma del mercato del lavoro definita Jobs Act.
E, fra le diverse componenti del mondo del lavoro, fiorivano le interpretazioni più varie e discordanti: se buona parte degli operatori condivideva la nascita di un “testo unico” che riuniva in modo organico una trentina d’anni di legislazione di emergenza e di prassi amministrative, in molti ci chiedevamo se i propositi di rigorosità espressi dai consulenti governativi avrebbero retto alla molteplicità di situazioni che la concreta realtà avrebbe proposto con l’andar del tempo.
Di fatto, oggi possiamo sostenere che i tecnici ministeriali, a quotidiano contatto con le problematiche di aziende e lavoratori, hanno interpretato con molta attenzione la normativa e, senza stravolgere i principi di fondo, hanno cercato di attenuare le disposizioni che avrebbero comportato pesanti ricadute sull’attività quotidiana di aziende e di lavoratori, già alle prese con le difficoltà che hanno costretto ad accedere all’ammortizzatore sociale.
L’ultimo più recente esempio è costituito dalla circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 16/2017, che fornisce le indicazioni in merito all’applicazione dell’art. 22 c. 4 del DLgs 148/15, relativo al tetto massimo di ore di sospensione dal lavoro: il monte ore a disposizione dell’azienda è limitato all’80% delle ore lavorabili, ma non vi è alcun obbligo riferito al singolo lavoratore; di conseguenza, l’azienda potrà sospendere anche totalmente il lavoratore dal lavoro, nel rispetto delle ore complessivamente autorizzate.
Pensiamo al caso di un importante intervento di ristrutturazione, che progressivamente riguardi più reparti: il calcolo previsto dalla circolare 16/2017, riferendo il totale delle ore lavorabili all’intera popolazione aziendale, consente di sospendere i diversi lavoratori per la durata dei lavori che riguardano le rispettive linee, senza costringere a spostamenti di reparto o mutamenti di mansione, per rispettare un numero minimo di ore da lavorare.
Vertus, partner delle aziende che hanno in corso processi di restructuring, non può che essere favorevole a questa impostazione ministeriale. Siamo a disposizione delle aziende interessate ad approfondire contenuti e modalità della nostra consulenza, anche sul ricorso agli ammortizzatori sociali.

Carlo Balzarini – Industrial relations manager