Reindustrializzazione: un bel caso a Caserta, dalle lavatrici alle celle al litio

Di 14 luglio 2017News

A Teverola (Caserta) sorgerà una giga-factory al posto dello stabilimento Whirlpool dove venivano prodotte lavatrici. Il gruppo campano Seri, leader nella produzione di batterie al litio, realizzerà il primo stabilimento italiano di produzione di celle al litio che, con 500 megawatt l’anno, sarà il maggiore centro europeo.

Reindustrializzazione in Campania: alla Indesit (oggi Gruppo Wirlpool) dove si producevano lavatrici, nascerà il più grande polo di produzione di celle a litio d’Europa. Il tutto attraverso un progetto di riconversione industriale che metterà in campo, tra risorse private, credito e fondi pubblici, circa 95 milioni di euro.

Ai 57,2 milioni di risorse proprie messe finora sul piatto dalla famiglia Civitillo, entro fine luglio si aggiungeranno altri 37 milioni, in virtù dell’accordo di programma che l’impresa sottoscriverà con Invitalia, l’Agenzia nazionale del MISE per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Questo consente di aumentare notevolmente il progetto industriale che il gruppo ha disegnato per Teverola: da una capacità di produzione da 200 megawatt l’anno di celle al litio, si arriverà a quota 500 megawatt. Con conseguenze molto positive sul versante dell’occupazione: dalla soglia minima di 75 dipendenti ex Whirlpool riassunti da Seri, si dovrebbe infatti arrivare alle 150 unità lavorative. Un passo in avanti per il programma di investimento che ha preso quota a marzo scorso, quando Seri ha sottoscritto con Ministero dello Sviluppo Economico e sigle metalmeccaniche l’accordo per la reindustrializzazione dello stabilimento.

Una bella storia, tutta italiana!…A conferma che la reindustrializzazione è un’alternativa molto valida per progetti di dismissione e rilancio industriale.

Da oltre 10 anni Vertus è impegnata in progetti di impact restructuring e reindustrializzazione affiancando grandi gruppi industriali nei loro processi di dismissione e sviluppo.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore del 14 luglio 2017, pagina 12