Reshoring e nuove tecnologie anche per Safilo

Di 24 febbraio 2017News
Safilo: reshoring e nuove tecnologie

Da soli tre anni Luisa Delgado è l’Amministratore Delegato di Safilo, eppure pare che siano sempre stati gli occhiali l’oggetto della sua vita professionale.

Con grande passione, infatti, al Mido (Mostra Internazionale di Ottica, Optometria e Oftalmologia) di Milano 2017, la dottoressa Delgado è parsa un’ambasciatrice di tutto il know-how nazionale del settore: salvaguardia del patrimonio ultracentenario di Safilo, made in Italy, progetti di formazione per i giovani.

La notizia più importante riguarda il “reshoring”: entro tre anni verranno potenziati gli stabilimenti nazionali per riportare in Italia il 70% della produzione (30% nel 2016).  Il peso delle licenze (attualmente, per citare le griffes più note: Dior, Fendi, Givenchy, Hugo Boss, Marc Jacobs, Max Mara, Pierre Cardin, Swatch, Saint Laurent e Tommy Hilfiger ) scenderà al 40% e si punterà quindi sui marchi di proprietà Polaroid, Carrera, Smith e Safilo stesso. Investimento deliberato: 60 milioni di Euro entro il 2020 per gli stabilimenti di Longarone (BL), Santa Maria di Sala (VE), Martignacco (UD) e Lenti (BG).

“Di una cosa sono certa -ha dichiarato la Delgado al Sole 24Ore-: gli occhiali migliori saranno sempre made in Italy e la domanda per i prodotti ‘belli e ben fatti’, come dite qui, ci sarà sempre.”

In parallelo al progetto di reshoring, il colosso di Padova quotato alla Borsa italiana sta sviluppando programmi di formazione e realizza numerosi progetti con le scuole specializzate del Veneto.

Il 2016 si è chiuso in leggero calo (-1,2% a cambi costanti) a 1,25 miliardi. L’obiettivo resta quello annunciato nel piano strategico del 2015: raddoppiare l’ebitda eaumentare i ricavi del 40% rispetto al 2014.

In ultimo, un accenno alla “wearable technology”: la “tecnologia indossabile”. Il progetto SafiloX, presentato al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas lo scorso gennaio nel settore degli smartglass, presenta occhiali connessi ad internet con l’aspetto di comuni occhiali. All’interno della montatura ci sono cinque sensori, sistemati sopra il nasello e dietro le orecchie.Prodotti con il marchio Smith, gli occhiali del futuro saranno in grado di misurare le onde cerebrali e trasmettere i dati a un’app installata su un tablet o uno smartphone. Le persone avranno così un nuovo strumento per valutare il proprio umore, aiutandosi al rilassamento e alla meditazione.

Fonte: il Sole 24 Ore del 24 febbraio 2017